Il mercato immobiliare dopo il lockdown ha reagito con determinazione ed enfasi sorprendendo gli stessi addetti ai lavori.

Ci sono stati, inevitabilmente, momenti di crisi durante il lockdown.

Un calo c’è stato nonostante la voglia di farcela, meno 21% delle compravendite rispetto al 2019, con una ricerca sempre più indirizzata a spazi importanti, soprattutto esterni generosi.

Il cambiamento di vita dettato dal Corona virus

 

Le esigenze impellenti di maggiore autonomia, riservatezza, pace da dedicare al tempo trascorso nella propria dimora sono molto presenti nelle richieste degli acquirenti.

Il successo si registra nelle soluzioni indipendenti che aumentano il desiderio di trasferirsi nell’hinterland delle grandi città e rispondono a villecasalicastelli all’interno di borghi, costellati di natura, per le vacanze o per investimento
duraturo.

Cambia lo stile di vita o, forse, si rafforza quello che evita la frenesia a favore di stimoli più calmi dove il tempo scorre lentamente arricchito da panorami mozzafiato,verde,spazi interni che si prolungano in quelli esterni

così lussureggianti e vivi.

Dopo la riapertura, c’è stata una voglia molto forte di acquistare casa alimentata senza dubbio dalla chiusura forzata di cui non si è mai stati abituati. L’esigenza di cambiare casa è stata scatenata proprio dal lockdown.

Proprio la costrizione a rimanere dentro le mura domestiche ha generato lo sviluppo di nuovi bisogni espressi soprattutto nell’aumento dei metri quadrati a disposizione.

Il numero di locali è risultato un filtro ricorrente per gli utenti:

in aumento del 5,5% rispetto a gennaio 2020 le ricerche concentrate sul criterio dei locali.

Dopo il lockdown: fattori tecnici più precisi

Un altro dato positivo di rinnovamento è la diminuzione nei tempi di vendita.
Tra giugno e settembre 2020 chi voleva acquistare lo ha fatto velocemente, per paura di un altro lockdown.

La prudenza resta: un investimento, soprattutto se di lusso e di ingente portata necessita di accurata selezione e decisione convinta.

Tuttavia una casa in cui sentirsi al sicuro probabilmente resta il motore per una scelta che non intende attendere troppo
Si è arrestata anche la crescita dei prezzi, pare dal 2017.

Nel primo semestre del 2020 le quotazioni immobiliari nelle grandi città sono diminuite dell’1%. Si arresta così una crescita iniziata nel secondo semestre del 2017 e confermatasi nei semestri successivi.

In tutte le grandi città si registrano prezzi in ribasso eccezion fatta per Milano e Verona che mettono, al contrario, un aumento rispettivamente del 2% e dello 0,4%.

Gli investimenti ai quali si sta assistendo sono quelli che hanno creato una bolla di domanda di residenze post-pandemia (dimore con ampi spazi, terrazze e giardini) che si riverserà sul mercato appena la campagna di vaccinazione sarà a buon punto.

Le stesse località turistiche o affascinanti scenari culturali permetteranno alle seconde case di trasformarsi nelle prime: grazie allo Smart Working.

La possibilità di lavorare a distanza apre nuovi orizzonti e dinamiche che si rincorrono verso vendite e acquisti concentrati meno sulla funzionalità e più sul benessere e sullo stare bene all’interno della proprietà acquistata.

Niente di più interessante risulta oggi lavorare con una distesa collinare davanti ai propri occhi o con il profumo delle viti a pochi metri dalla propria postazione.

Un sogno che diventa realtà?

Il corso dei mesi illumineranno il nuovo spazio di manovra del mondo immobiliare.

 

 

 

 

 

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